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mercoledì 4 marzo 2009

Lo specchio

Una delle difficoltà a parlare una lingua straniera è causata dall'inconsapevole convinzione di non potere (o addirittura di non dovere) produrre suoni "estranei". Altrimenti, si è "finti", o "strani", "pazzi", ridicoli... Tale convinzione può essere stata assimilata - anche erroneamente - in maniera e per ragioni sconosciute nell'arco della propria vita. In altre parole, può succedere che il nostro inconscio fraintenda certe stimolazioni a cui siamo stati sottoposti e che, al di là delle intenzioni dei nostri educatori, noi abbiamo accettato - o, diremmo quasi, "prodotto" - un comando sempre "acceso" che riduce, limita le nostre reali capacità. Un modo piuttosto semplice per indurre il superamento di un tale comando autoimposto ed inconsapevole, un metodo efficace è quello dello specchiamento.

Lo specchiamento è una procedura molto coinvolgente. L'allievo si trova davanti ad uno specchio apposito, su cui ci sia spazio per l'immagine sua e di alcune scritte (che possono apparire con stratagemmi vari - per esempio, su uno schermo "incastonato" nello specchio - nella metà superiore dello specchio, di lato rispetto all'altezza del volto; lo schermo dev'essere a sinistra dell'osservatore se l'allievo è destrimane, a destra se mancino). Quindi con un apposito comando l'allievo fa comparire una serie di parole/frasi che vengono anche riprodotte. L'allievo deve ripeterle guardandosi allo specchio - anche diverse volte - e atteggiandosi da vero attore per riprodurre un'immagine dinamica di sé stesso in versione non più L1, bensì L2. In questo modo, l'inconscio dell'allievo inizierà a lavorare per l'allievo stesso, internalizzando una nuova immagine di lui, provvedendo a costruire una sua nuova immagine, che gli permetterà di sentire L2 come parte di sé più facilmente.

NOTE:
1. per le prime volte è bene che l'insegnante sia di fianco all'allievo per insegnargli a "divertirsi" con questa tecnica e ad utilizzarla nel modo più proficuo (la "recitazione" deve tendere alla perfezione e alla cura dei dettagli: tono di voce, sguardo, postura e gestualità...);
2. lo specchiamento può essere abbinato a certe procedure ed esercizi come il gioco dell'attore e il gioco del finto straniero (cfr.);
3. lo specchiamento è davvero efficace se fatto prima di addormentarsi. In tal caso, si può usare uno specchio abbastanza grande, mettendo alle proprie spalle uno schermo collegato ad un lettore DVD/computer in cui si sia inserito il DVD delle serie ideate per questo tipo di esercitazione dal Metodo Helix 4. In tali DVD le scritte sono registrate anche in modo speculare perché possano apparire diritte sullo specchio.

venerdì 31 ottobre 2008

Introduzione alla pronuncia della nuova lingua

Bisogna distinguere:
A) tra lingue che usano un alfabeto sostanzialmente simile a quello dell'allievo (tipo un italiano che vuole studiare il francese, il turco, o l'esperanto) e
B) lingue che usano alfabeti radicalmente diversi da quello dell'allievo (tipo un italiano che vuole imparare il russo, il greco o l'arabo).

Esaminiamo le nostre metodiche per introdurre l'allievo alla pronuncia di una lingua di tipo A.

Un sistema è "il gioco dell'attore".
In fase preparatoria, consiste nel focalizzare i suoni diversi dalla lingua dell'allievo (L1) e, quindi, cercare parole brevi, utili e formate soprattutto da suoni già presenti in L1 che, però, contengano tali suoni nuovi. Si proporranno quindi delle serie di parole ed ogni serie conterrà sempre e solo un suono nuovo rispetto a L1. Il significato delle parole potrà essere indicato, ma non è essenziale (così potrà concentrare tutta la sua attenzione solo sull'ascolto e la riproduzione, senza fornirgli appigli a processi mentali distraenti). Prima, l'allievo dovrà sentire ogni serie - che illustra un solo suono tipico - per 3 volte e poi, la quarta volta, dovrà provare a ripetere ogni singola parola subito dopo l'ascolto (ripetendone pure l'intonazione e cadenza). Si tratta di "recitare", di far finta di essere già un francese, un turco o un esperantista, anche senza capire tutto e bene. Durante le 4 volte, non dovrà vedere la forma grafica della parola in questione (ossia come viene scritta), per non essere indotto a semplificare il suono nuovo secondo gli schemi fonetici già acquisiti. La forma grafica verrà presentata solo dopo aver raggiunto un'imitazione sufficientemente accurata del suono nuovo.

Un altro sistema è "il gioco del finto straniero".
Regola: storpiare le parole di L1 come farebbe una persona della lingua che si vuole imparare, tipo leggere l'italiano come farebbe un tedesco o un inglese (se si studia una di tali lingue, ovviamente). Anche qui si devono preparare delle serie distinte per ogni suono nuovo che si deve apprendere. Ogni serie conterrà quella lettera - o gruppo di lettere - che va pronunciato in modo "nuovo".

NOTE GENERALI:
1. Ognuno di questi giochi deve offrire le serie in questione accostate in un modo particolare e cioè per contrasto tenendo come punto di riferimento la sensibilità tipica di chi parla L1. Per esempio, studiando l'inglese, un italiano dovrà ricevere una serie che faccia provare il suono "u" presente nella parola "put", subito dopo una serie che faccia provare la "u" della combinazione inglese "oo" e, infine, quella della "w" (tutti questi suoni inglesi suonano - erroneamente - sempre simili alla nostra "u" per l'orecchio di un italiano medio, ma costui dev'essere "rieducato" da questi confronti ravvicinati a non sentirli uguali e a riprodurli diversi egli stesso). Il modo in cui accostare per contrasto le serie sarà doppio: I) prima, un'intera serie completa e omogenea e poi l'altra/le altre e II) la prima parola della prima serie, poi, subito dopo, la prima parola della serie successiva e così via per altre eventuali serie similari. Insomma, con questa seconda modalità si accostano e confrontano in modo molto ravvicinato - e, quindi, più percettibile - tutti i suoni apparentemente simili.
2. Ogni serie deve avere lo stesso numero di parole delle successive serie legate fra loro per contrasto (abbiamo riscontrato che la simmetria, in questo caso, incrementa la sensazione di confronto e, per analogia, induce una maggiore attenzione anche alle "sottili" differenze). E' inutile superare 7 parole a serie.
3. Dopo essere riuscito a riprodurre i giusti suoni, ogni parola - anche quelle italiane del gioco del finto straniero - deve essere accompagnata anche dalla trascrizione fonetica per facilitare l'autonomia dell'alunno che, così, saprà come pronunciare anche parole nuove grazie alla semplice consultazione di un dizionario (tutti i dizionari presentano la trascrizione fonetica).
4. L'introduzione alla pronuncia della nuova lingua è un'attività extracurricolare obbligatoria e va considerata propedeutica al corso vero e proprio.
5. L'ordine di presentazione di questi due giochi non è indifferente. Non indichiamo l'ordine che abbiamo appurato essere più efficace.